La Casa Fiorita

10.02.2018

'La casa fiorirà sempre quando vi regneranno l'umiltà, la carità e la santa purità'. Briciole di parole masticate una sera, ad occhi spenti, ma con il cuore illuminato: un Fondatore, Luigi Monti, sogna, anche nella cecità fisica. Nella stanza del suo transito un occhialino con lenti azzurrognole restano a testimonianza di un 'occhio del cuore' che sa oltrepassare pareti e limiti umani, sguardi avversi e disorientanti. Nel piano di sotto della 'Casa Madre' di Saronno una Comunità di religiosi, la prima che contiene infermieri ed educatori, costruisce 'il luogo ordinario per vivere la comunione'. La bocca moderna formalizza in 'spirito di famiglia' il contenuto della 'carità fraterna' e il 'dinamismo nella missione', caratteristiche di ogni momento della giornata e della vita. Non basta: 'vivere e lavorare insieme è una esigenza fondamentale e una via sicura per realizzare una vocazione' (Norme 80, 81).

Ogni innamoramento cerca una casa e l'arreda di calore per sognare una vita condivisa. Una donna sa arredare e rendere bello ogni angolo, anche solo con un fiore. Al piano di sopra il Fondatore pensa all'amore donato come a un fiore di campo reciso che emana profumo e desideri di unità, di armonia, di visione allargata. Un religioso è disincantato sugli arredi, perché il suo passo, le sue mani e il suo cuore corrono a seminare e a sperare che da quel seme-germoglio possa sgorgare non solo un fiore ma anche un frutto. Del resto la dinamica della fraternità non ha abbellimenti esteriori, ma solo gesti trasparenti di carità, sguardi semplici e umili di incoraggiamento a coltivare, irrigare, curare, guarire.

Il convivere, infatti, nella stessa casa, ha bisogno di concretezza: autenticità di relazioni, maturità affettiva, gioia e dolore partecipati (Norme 133). Non parliamo di talenti o di altri doni di cui ogni persona è attrezzata e chiamata a sviluppare. Il Fondatore Luigi Monti, nel buio degli ultimi giorni, conta le stelle, anche se nel piano di sotto vede 'colonne': 'figli come colonne' di una casa e 'figli illuminati' d'amore per il giorno e la notte.

Gli ammalati, gli orfani e coloro che bussano al vecchio portone del borgo, provengono da case provvisorie e la loro stabilità di vita e sogni sono appesi alle risposte di quei 'suoi figli' chiamati 'fratelli' o 'padri' da chi invoca, chiede, ricerca sostegno e aiuto concreto. In una casa così non ci possono essere dinamiche diverse: 'servire Dio e amarsi fraternamente' sono gli unici ingredienti per formare 'di molti cuori e di diversi sentimenti uno solo'. L'eco al piano di sopra fa dire al Fondatore: 'Godo di cotesta nostra Famiglia perché in essa vi è Dio. Godo ed ho fiducia che saranno buoni e veri figli dell'Immacolata Concezione'.