es- Si chiamano fratelli

01.04.2018

Uguali di sedia in chiesa, nel lavoro, nel mangiare. Fratelli non di sangue, il marchio d'identificazione è 'fuoco e Spirito santo'. Prima di essere 'fratelli' si è 'figli'. Un 'Figlio dell'Immacolata Madre'. Senza questa caratteristica biologico-spirituale si resta 'schiavi', servi privi di nome e di identità. Solo un figlio può essere fratello. Solo chi sa riconoscere suo padre e sua madre può guardare in faccia l'altro che vive al suo fianco e con uno sguardo diretto lo indica 'mio' fratello.

Uguali in famiglia, la maggiore o minore età non conta, uguaglianza che attiva una sotterranea gara a fare meglio. Un vestito non fa differenza, infatti il 'religioso laico o il religioso sacerdote' ha una comune e specifica missione. Ambedue conoscono la dinamica del servire evangelico: Gesù e gli Apostoli si lavano i piedi per renderli profumati agli abitanti di casa. Diritti e doveri caratterizzano l'essere fratelli. Il mantello dell'Immacolata Madre sa 'coccolare' i pigri e gli irrequieti, i devoti e i dormienti, i profeti e i rallentati. Sotto quel mantello i rapporti fraterni hanno il sapore della 'bontà cordiale': ogni relazione umana non ha artifici, ma solo semplicità di sguardi, spintoni ad arrivare primi al letto del malato, alla voce di un bambino spaventato, al grido disperato di chi è rimasto solitario nel buio (Costituzioni 3, 7).

Una comunità 'infuocata di Spirito Santo' non ha tempo da perdere in litigi infantili e tanto meno in rivalità da sottobosco. La sfida dell'amore nasce sempre dal cuore di un Padre e di una Madre: solo nella semplicità di relazioni tra figli-fratelli si rimane liberi nell'interpretare l'amore da offrire ai corpi crocifissi. Non è ancora compiuto il giorno, quando il Fondatore Luigi Maria Monti si accascia sul letto: 'Il Signore mi dà il premio di Mosè: di vedere la terra promessa e di non potervi entrare... Vi raccomando gli infermi e i poveri orfanelli'.

Una carezza è la profezia dell'ultimo respiro che s'apre al 'primo giorno della settimana'. Il fratello diventato padre sa e conosce il ritmo dell'amore che fa di una comunità una famiglia e di ogni religioso un 'uguale' davanti a Dio e un 'differente' nella velocità di apprendere l'arte del servire. Luigi Monti aveva modellato il legno da giovane e aveva forgiato mente e cuore di altri compagni per diventare 'figli-fratelli' di una Madre alla quale aveva donato tutto se stesso. E seguendo suo figlio Gesù aveva lasciato tutto per entrare nella dimensione dell'amore donato. Speranza certa di paradiso! E Dio non delude mai!

E quanta acqua è trascorsa da quello sguardo sacro e trasformante fino all'abbandonarsi totalmente a Dio: 'Io sono nelle sue mani, sono uno strumento inutile: il Signore faccia di me quello che vuole. La mia speranza è di andare in paradiso!'. La sua corsa è ripresa da passi giovani, decisi a riproporre il vangelo della carità a servizio di tutto l'uomo. Oggi. E per sempre.