es-PASSWORD: Luigi Gaetano e Ivan Bonifacio

01.07.2018

 Estate. Memorie di nascite. Quella di Luigi Monti, 24 luglio 1825. Così quelle di molti fratelli, viventi. Tutte in luglio. Precedentemente il 25 giugno 1864 si fa memoria del servo di Dio Ivan Bonifacio Pavleti

. E' un susseguirsi di giorni che fanno emergere una storia di santità e di vivacità caritativa: nel nome di Gesù e dell'Immacolata Madre. Vari fratelli, tra nome e cognome, aggiungono Maria o Immacolata, quasi a segnare il legame della Madre che genera figli e li accompagna a sedersi alla tavola di suo Figlio.

Luigi Monti grida la vita corteggiando il corpo di mamma Maria Teresa, già madre di sette creature. E non fa a tempo a vedere la luce del creato in pieno pomeriggio assolato, ore 15 di domenica, che subito gli occhi e il cuore vengono aperti alla luce dello Spirito di Dio: Luigi Gaetano, io ti battezzo... ti consacro con il crisma di salvezza, inserito in Cristo, sii sempre membra del suo corpo per la vita eterna. Da nuova creatura rinuncia al seduttore e si avvia a camminare nella luce.

Anche Ivan Pavleti

è battezzato lo stesso giorno della nascita, un sabato, secondogenito di quattro fratelli e una sorella. E quando arriva a Saronno il 14 ottobre 1890, accompagnato dallo stesso Luigi Monti, riceve il battesimo carismatico della sua vita religiosa: si confrontano due vite, due percorsi e due visioni di vita. In Saronno i due si trasmettono l'unità del carisma e l'esperienza innovativa dell'accogliere ed educare, del formare e fare apprendere un mestiere ai ragazzi. Dopo questo incontro Luigi affiderà a Ivan Bonifacio il compito di formare i giovani novizi alla santità di vita nell'esercizio della carità sia a servizio dei malati che degli orfani.

E da Padre della sua famiglia religiosa Luigi benedice questo figlio che muore a soli 33 anni (4 novembre 1897) nel pieno della sua vocazione: 'grande esempio di vita comune e di animo forte e fedele..., con nostro godimento e sincera riconoscenza verso l'Immacolata Madre che ornò questa nostra famiglia religiosa di così santo Fratello'.

E anche Luigi Monti, dopo tre anni, può morire soddisfatto di aver avuto come compagni religiosi santi. La storia ne narra le testimonianze. E resta l'oggi di quelli nati nei mesi estivi: si contano gli anni e si misurano i chilometri del pellegrinaggio umano e spirituale. E a sera la complicità della parola evangelica rivela il 'senza prezzo' del dono: 'quando avete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare' (Lc 17,10). 'Inutile': senza utili, senza guadagno. Un servire Dio che non ha prezzo di fronte a Dio che ha donato tutto e non fa mancare nulla ai suoi figli. Commenta Paolo: 'se lo faccio di mia iniziativa ho diritto alla ricompensa, ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il vangelo' (1 Cor 9,16-18).

A Dio che accorda fiducia, non resta che rispondere con rinnovati 'eccomi', 'secondo il dono ricevuto come buoni amministratori della grazia di Dio per metterlo a servizio degli altri' (1 Pt 4,9-11). E perché no? anche con la preghiera intercalata col canto, come suggeriva Luigi Monti, invitando a cantare il Magnificat, l'Ave Maris Stella. Diceva: Con la Madre trionferanno anche i figli, perché l'opera è di Dio e di Maria Santissima.