es-PASSWORD: Li riconosco!

11.06.2018

Se ne andava, accompagnato, lungo i sentieri di monti che raccontano ancora oggi la storia evangelica del sacrificio di Gesù e di sua Madre Maria. Un pellegrinaggio della fede e della rinascita. Luigi Monti ricerca un confronto non più con se stesso e i problemi del vivere comunitario, ma con l'Altro. Prima, entrava nella casa di Maria e a Lei preferiva confidare il suo percorso di restauro interiore. Un fratello al suo fianco e dall'altro lato la 'presente e sempre invocata Immacolata' dal dolce nome di 'Mamma Immacolata'. Quasi un Mosè sostenuto per tenere alte le braccia per pregare il Dio potente, forte e unica sicurezza di futuro.

Luigi Monti ha nel sangue il pellegrinaggio della fede rigenerante. Da giovane, ed ora da vecchio, riserva le penultime energie all'incontro e alla relazione con il cielo. Gesù e Maria sono ancora i suoi compagni di sempre, a loro aveva affidato tutto se stesso e da loro aveva appreso l'esercizio del coraggio nel 'mettere in esecuzione i santi propositi di farsi santo con risoluzione, ferma e stabile'. 

Terza domenica di quaresima, 27 febbraio 1842, al santuario dell'Addolorata di Rho: Luigi non ha ancora 17 anni quando avvia la sua azione di 'animatore giovanile' a Bovisio Masciago. E' il suo primo pellegrinaggio di uomo dell'attraversare il buio e la tempesta, del superare il dubbio e la prova, senza mai perdere la speranza in Chi gli promette 'presenza e aiuto costante'. E la voce del Dossi, 7 gennaio 1857, indica la svolta: 'intendo mettere voi a capo di così delicata impresa, perchè avete abbastanza istruzione e pratica per il servizio ai malati... tranquillo e sicuro che le cose andranno bene, ed avranno un esito felice'. E subito entra nella 'notte oscura' con sentimenti di solitudine e abbandono, tristi pensieri e gagliarde tentazioni, 'ore e ore davanti a Gesù Sacramentato senza una stilla di rugiada e con il cuore arido, freddo, insensibile'. La cappella di Bussolengo raccoglie una speciale testimonianza. Scrive Luigi: 'Li riconosco!'. Sono familiari, li identifica subito: 'Era Gesù e la sua Madre Santissima... e con voce alta mi dicono: Luigi, molte le lotte da incontrare e soffrire, stai forte, ne uscirai vincitore. Il nostro potente aiuto non verrà meno, prosegui la via già incominciata'.

Ed eccolo ora inginocchiato, dopo la meditazione davanti alle cappelle del Sacro Monte di Varallo, a rileggersi e a ricostruire il mosaico della sua vita, sottolineando gli interventi divini e i passaggi tormentosi delle scelte con la libertà di 'figlio' che ha da perseguire un sogno, nato e ispirato nelle notti di fuoco, quando lo Spirito, soffiando forte, toglie le nubi dell'incertezza e lascia nell'azzurro del cielo i segni della carità che resta e non può essere abbattuta o denigrata dal male, diabolicamente travestito.

La preghiera si fa serena e gioiosa. Il cuore di Luigi Monti è colmo. Racconta e ripete quelle invocazioni dal sapore semplice, tipico del bambino, e rinnova una piena fiducia, mentre raccoglie le coccole dello spirito di chi lo ama e sa amare senza ritegno: Gesù e Maria riempiono i sentieri dell'esserci. E anche Luigi sa come rispondere: sono tuo figlio, e 'tu la Patrona e la Mamma nostra. Provvedeteci'. Anche il grido dei momenti duri si affaccia: 'non ne posso più! Madre Immacolata, aiutatemi!'. Fino a quella udienza papale del 15 luglio 1877, quando l'amato Papa PIO IX gli consegna l'Icona dell'Immacolata del pittore Silvero Capparoni. E non smetterebbe di ringraziare se uno scampanio gioioso non lo avvolgesse con l'invito al pranzo di festa e alla condivisione.

Nell'uscire dal santuario il cuore già ritma i passi dell'ultimo pellegrinaggio: oltrepassare il ponte ed entrare nell'abbraccio di Gesù: vieni servo buono e fedele; e di Maria: vieni, figlio desiderato e amato. E il paradiso atteso diventa 'stare' con la Madre e con il suo Figlio Gesù. E' sera quando la sua giornata termina, per iniziare il tempo eterno.