es-PASSWORD: i TRE

01.08.2018

I Tre. Sono una triade, specchio della Trinità. Uno specchiarsi reciprocamente di fronte al mistero della santità di Dio. I Tre, ieratici nella raffigurazione, si presentano davanti a Dio e all'umanità con una identità vissuta da servi e figli di Dio e dell'Immacolata, orgogliosi di appartenere all'unica famiglia consacrata alla carità evangelica.

L'Icona di Olga Anastassopoulou (Saronno 2017, cm 20X45), nel descriverli, sintetizza la santità della Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione attraverso le figure del Beato Luigi Maria Monti e dei due Servi di Dio Emanuele Stablum e Ivan Bonifacio Pavletić. Il Fondatore domina la scena, è al centro e poggia i piedi su un tronco d'albero dalle cui radici sgorga una sorgente d'acqua che irriga la terra dove poggiano i piedi dei due Servi di Dio. Con le mani allargate, quasi un abbraccio, il Beato indica i due, raffigurati più piccoli di statura, distinguendo la grandezza della sua paternità in confronto ai suoi discepoli.

Ambedue, difatti, sono cresciuti sotto le ali del Beato Monti: Emanuele Stablum come primo medico della Congregazione (19-1950) e devoto ricercatore per far riconoscere dalla Chiesa la santità del Fondatore; Ivan Bonifacio (1864-1887) accolto dal Fondatore e vissuto con lui, come primo interprete dello spirito delle Costituzioni. Di Ivan Bonifacio lo stesso Luigi Monti ne è testimone oculare e fa raccogliere le memorie e le testimonianze da fratel Serafino Banfi.

L'Icona trascrive la santità dei 'tre religiosi' esaltando l'arte di servire il prossimo di cui Luigi Monti sta all'origine del cammino della Congregazione: curare gli ammalati e accogliere gli orfani. Emanuele con l'abito religioso e il camice da medico ha tra le mani il recipiente dei medicamenti da cui attinge energia spirituale per curare e guarire; mentre Ivan Bonifacio, con abito e grembiule, tiene con una mano un paio di scarpe, ricordando il suo lavoro di calzolaio da giovane e da religioso, mentre con l'altra stringe il libro della 'Regola', ispiratrice della carità evangelica per sé e per i novizi a lui affidati.

L'Icona, posta nel cuore del solenne leggio in legno nella Cripta della Casa Madre di Saronno, richiama il vangelo poggiato sopra, di cui i 'tre santi' ne sono gli interpreti. Chi guarda è invitato a fare il percorso inverso: fissando loro, imitandone le virtù e lo stile di vita, si può risalire al vangelo di Gesù Cristo, venuto nel mondo per servire e non per essere servito. Il comandamento dell'amore, infatti, ne è la sorgente da cui attingere linfa per far germogliare nuovamente il tronco, perché l'amore non si spenga mai.